Pagina 124: La vittoria di oggi per la battaglia di domani

“Quando vince una battaglia, il guerriero festeggia.

La vittoria gli è costata momenti difficili, notti piene di dubbi, interminabili giorni di attesa. Fin dai tempi remoti, celebrare un trionfo fa parte del rituale della vita: la celebrazione è un rito di passaggio.

I compagni assistono alla gioia del guerriero della luce e pensano: “Perché si comporta così? Potrebbe risultare deluso dal prossimo combattimento. Potrebbe attirare la furia del nemico.”

Ma il guerriero conosce il motivo di questo suo gesto. Egli gode del miglior dono che la vittoria possa portare: la fiducia.

Celebra oggi la sua vittoria di ieri, per avere più forze nella battaglia di domani.

(Paulo Coelho – Manuale del guerriero della luce)

Oggi gioisco per la mia piccola vittoria. Vincere, però, ha un costo. Sempre.

Domani è un altro giorno. La lotta continua.

Io vorrei… Non vorrei… Ma se vuoi…

Scrivo ogni giorno, almeno un poco: mi tiene sveglia, lucida, caustica quando serve, attiva quanto basta, a tratti acida, a tratti iperemotiva – mi pare d’essere fatta d’impalpabile (ma visibile) materia, d’amarezza per l’oggi e di certezza per il domani: lo percepisco, con una sensibilità quasi da lacrima.

L’evidenza delle cose chiama la consapevolezza dell’Io. E teoricamente l’azione, o meglio una non specificata reazione. Onestamente, io vorrei e non vorrei ma, se vuoi, diciamo così.

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Oggi non scrivo…

Oggi non scrivo…ma ascolto.

Ascolto il battito del mio cuore fra pareti di cartapesta, sempre più velata e leggera, incredibilmente più sottile e fragile rispetto ai vecchi tempi passati. Una nuova autocoscienza ne è la causa preponderante, la disistima il suo potente accelerante. Il collante per queste veline di sentimento ed emozione? Continua a leggere

Un treno chiamato Caducità

Ritorno a grande richiesta con un’altra poesia.

Rudi ne è l’autore, io sono soltanto l’umile tramite col mondo esterno: vedo il Bello e il Valevole, lo fiuto con intuito, lo inseguo con insistenza e, infine, lo trovo. Lo scovo in luoghi impensabili, in posti non ammantati d’incanto ma di sofferenza – perché, lo ripeto anche in questa sede, credo nella poetica della bellezza che ferisce, quella autentica, pura, vera, senza orpelli, quella che mozza il fiato e lo lascia lì, a metà. Non tutti concordano, ma in fondo non sto cercando assenso incondizionato: è l’ascolto senza indugi quello che perseguo con tenacia.

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Manifesto dell’Essere: bianco e nero

Una perfetta unità, la ricerca di un sistema coerente sono segno di una vita personale povera di risorse, schematica e insulsa, come lo sono anche le contraddizioni dovute all’estro del momento o al paradosso facile. Solo le grandi e insidiose contraddizioni, le insolubili antinomie testimoniano una vita spirituale feconda, perché soltanto in esse il flusso e l’abbondanza interni trovano modo di realizzarsi.

(Emil Cioran, Contraddizioni e inconseguenze)

Essere o non essere: questo è il problema. Ebbene, io ho deciso di “non essere” temporaneamente per poter “essere” e stare qui e ora, perché l’azione mi è impedita… Per fortuna, il Pensiero, quello sì, sopravvive, capace di mirabolanti imprese, così come di passività “a comando”: in questo contesto non ho molte alternative.

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