La Gioia di Scrivere (vita) si chiama Wislawa

Oggi, 1 febbraio 2015, ribloggo il primissimo articolo di quest’avventura fatta di lettere e fantasia, parole e immaginazione, assonanze e consonanze, sillabe e perifrasi, La (mia) Gioia di Scrivere Vita – dal nome dell’opera omnia di una poetessa a dir poco eccezionale, l’unica che mi sento di chiamare semplicemente per nome: Wislawa.

A Lei e a tutti coloro che hanno trovato nella sua poesia conforto dalla frustrazione, serenità nell’occhio del ciclone, quiete dopo la tempesta, dedico la mia ispirazione, fugace come un lampo di poesia, a tre anni esatti dalla sua scomparsa.

Wisława Szymborska (Kórnik, 2 luglio 1923 – Cracovia, 1º febbraio 2012)

wislawa

lagioiadiscriverevita

Che cos’è l’ispirazione?

Secondo il vocabolario Treccani, si tratta di un termine soggetto a molteplici declinazioni. Si legge che “ispirazione” [dal lat. tardo inspiratio onis, der. di inspirare: v. ispirare], è un “intervento di uno spirito divino che, con azione soprannaturale, determina la volontà dell’uomo ad agire o pensare in un determinato modo, o rivela alla sua mente delle verità, spesso stimolandolo e guidandolo a esprimerle con la parola o con gli scritti”; e ancora, per estensione, “ogni impulso o idea felice che sorga nell’animo quasi per suggerimento della divinità” anche se, più genericamente, assume la forma di un “consiglio”; infine, senza lasciare nulla al caso, è definita anche come “stato di entusiasmo, di eccitazione fantastica in cui l’artista crea la sua opera, e il motivo stesso che eccita e feconda la sua fantasia”.

View original post 628 altre parole

La semina e il raccolto: umanità per amore

Tanto nel bene quanto nel male, questo incredibile anno sta per terminare, anche se con esso non è detto che problematiche, insoddisfazioni e casi limite vengano trascinati forzatamente in un dimenticatoio fatto ad hoc per l’occasione…in fondo, è pur sempre vero che le festività inducono, come pochi altri momenti all’anno, a stamparsi sul volto un sorriso di circostanza, maschere che all’occorrenza siamo costretti a indossare, se vogliamo evitare d’essere tartassati con domande e quesiti che hanno nell’indiscrezione il proprio alzabandiera personale. Si sa, convivialità è anche condivisione e, volenti o nolenti, si è messi nella scomoda posizione di dover fare i conti con quanto ci circonda, Continua a leggere

I non-riscontri, la non-vita, il mio tutto

È un periodo di insoddisfazione incurabile, quest’ultimo.

Sto diventando sempre più monotematica. Specializzata in “lamentologia applicata”, scriveranno un giorno. Forse. 

Continua a leggere

Un treno chiamato Caducità

Ritorno a grande richiesta con un’altra poesia.

Rudi ne è l’autore, io sono soltanto l’umile tramite col mondo esterno: vedo il Bello e il Valevole, lo fiuto con intuito, lo inseguo con insistenza e, infine, lo trovo. Lo scovo in luoghi impensabili, in posti non ammantati d’incanto ma di sofferenza – perché, lo ripeto anche in questa sede, credo nella poetica della bellezza che ferisce, quella autentica, pura, vera, senza orpelli, quella che mozza il fiato e lo lascia lì, a metà. Non tutti concordano, ma in fondo non sto cercando assenso incondizionato: è l’ascolto senza indugi quello che perseguo con tenacia.

Continua a leggere

Solo solitudine e poesia, cane della prateria!

Quando non mi sento centrata con me stessa e i miei desideri, quand’anche la terra sotto i piedi viene a mancare, quando una sensazione di precarietà si insinua fra me e i miei pensieri, e non mi permette di respirare se non con affanno, e mi stritola pericolosamente fra le sue spire, sento il bisogno irrefrenabile di buttarmi sulla poesia. Già, la Poesia.

È proprio nell’oscurità che ho scoperto l’apparente semplicità di Saba, l’analogia di Montale, la “gioia di scrivere” della Szymborska: tre autori associati ad altrettanti periodi per me impossibili da dimenticare, volente o nolente. È nella difficoltà e nella mancanza di prospettive che riscopro la Poesia, quella boccata d’aria fresca che ti brucia nei polmoni, che ti fa male quando inspiri ma che ti permette anche di vivere, di continuare a sperare. Nell’oggi, nel domani, all’infinito.

Continua a leggere

Ispirazione di un blog: lampi di poesia

Che cos’è l’ispirazione?

Secondo il vocabolario Treccani, si tratta di un termine soggetto a molteplici declinazioni. Si legge che “ispirazione” [dal lat. tardo inspiratio onis, der. di inspirare: v. ispirare], è un “intervento di uno spirito divino che, con azione soprannaturale, determina la volontà dell’uomo ad agire o pensare in un determinato modo, o rivela alla sua mente delle verità, spesso stimolandolo e guidandolo a esprimerle con la parola o con gli scritti”; e ancora, per estensione, “ogni impulso o idea felice che sorga nell’animo quasi per suggerimento della divinità” anche se, più genericamente, assume la forma di un “consiglio”; infine, senza lasciare nulla al caso, è definita anche come “stato di entusiasmo, di eccitazione fantastica in cui l’artista crea la sua opera, e il motivo stesso che eccita e feconda la sua fantasia”.

Continua a leggere