Pop-filosofia, la riscossa del sapere a portata di telecomando

È possibile comprendere e spiegare complessi fenomeni sociali partendo dall’analisi di un videogioco o della vostra canzone preferita?

Quest’oggi su L’Undici parlerò proprio di quest’inedita possibilità e del suo enorme potenziale di fronte al bombardamento massmediatico cui siamo tutti (neanche troppo scientemente) sottoposti.

In apparenza tematica da neofiti d’alto scranno, la “pop-filosofia” è in realtà una novità all’interno del panorama culturale italiano destinata a entrare sempre più incisivamente nelle nostre vite, aggiungendo maggiore consapevolezza del mondo in cui viviamo (se necessario) ed un pizzico di coscienza critica in più – perlomeno è quanto mi auguro, affinché la filosofia ritorni alle proprie origini, per l’appunto “popolari”. 

Insomma, sfatiamo i miti del “fruitore passivo” e dell’ “utente allegro”, così tanto cari alla sociologia dei media, e cominciamo a pensare davanti allo schermo del computer di casa o del televisore in cucina!

Non è questa una filosofia di vita alettante?! Scopritelo su Pop-filosofia, la riscossa del sapere a portata di telecomando! Basta un click!

Pensieri (non troppo) brevi e veloci…sono di fretta!

“Un pensiero di qualità dev’essere espresso in non più di dodici righe. Il resto non è altro che straparlare, semplice sproloquio.”

Così dicendo, quest’oggi ho voluto parafrasare una frase letta qua e là sulla rete. Condivisibile o meno, mi ha fatta ugualmente riflettere. A lungo. Ci ho pensato anche se pur sempre nel mio stile (prolissamente) e, infine, sono arrivata ad una conclusione lampante, la mia, personalissima, altrettanto contestabile e parimenti opinabile come quella posta ad incipit.

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Se “normalità” è pazzia, allora sarò folle!

Oggi una cara amica mi ha fatta riflettere sul concetto di “normalità”. Ce n’è bisogno ovunque, a quanto pare. Che sia un bene imprescindibile o facoltativo, non v’è alcun dubbio.

È un periodo difficoltoso per tutti: oramai è nella “normalità” non sentirsi al 100% del proprio charme, della propria carica positiva, del proprio Io. Come una barra di caricamento inceppata per motivi di cui soltanto il Dio informatico è a conoscenza. In effetti, ultimamente mi sento così, sono così: “inceppata”, o meglio rallentata. Effetto dell’eccessivo stress? Non mi sorprenderebbe: recenti studi ritengono che stati d’affaticamento mentale, duraturo e prolungato, porterebbero a forme (del tutto curabili) di “deficit cognitivo”. Ebbene, io sguazzo “beatamente” in questa condizione di menomazione temporanea della personalità, in cui le proprie potenzialità vengono irrimediabilmente lese, i talenti smussati in difetto, le capacità danneggiate (anche se non in maniera irreparabile); le parole vengono meno, così come le idee originali, e quanto di attivo rimane si riduce a rimuginazioni continue, fastidiose e irritanti. Non pago, il deficit cognitivo (persino nelle sue forme più lievi, come nella fattispecie) intacca anche la qualità del pensiero, la sua fluidità, la sua intrinseca vitalità, la sua ricercatezza e finezza. Disabilità dello spirito.

Quale soluzione, or dunque?  Continua a leggere

Resilienza in divenire

Bazzicando qua e là sulla rete fra innumerevoli pagine e altrettanti siti, ho scovato con mio gran stupore un utilissimo articolo dalla carica espressiva a dir poco straordinaria, essenzialmente perché speranzoso a non finire e illuminante come pochi altri, forse per il semplice fatto d’essere stato scritto senza troppe pretese o velleità, redatto con rigore, ottimi spunti ed un pizzico di inventiva… Una miscela esplosiva, l’ideale punto di partenza per una riflessione a tutto tondo, un articolo talmente ricco di contenuti che tutti (ma proprio TUTTI) dovrebbero leggere: chi per dare una sferzata di brio alla propria vita, chi per consolazione interiore, chi per trascorrere il tempo usufruendone adeguatamente senza sprecarlo in inutili facezie, chi per pura necessità, chi per ritrovare fiducia nell’attesa, energia nell’aspettativa, lungimiranza nell’indugio…insomma, LEGGETELO (e guardatene tutti gli inserti, contributi video e non: http://www.internazionale.it/opinione/annamaria-testa/2014/12/02/ostacoli-creativi)!

Il titolo scelto da Annamaria Testa (esperta in creatività e comunicazione, docente alla Bocconi di Milano e opinionista su Internazionale, nonché curatrice del sito Nuovo e utile – Teorie e pratiche della creatività e autrice dell’articolo in oggetto) è eloquente già di per sé: Ostacoli creativi non sembra aver bisogno d’ulteriori presentazioni. Di primo acchito potrebbe sembrare quasi un ossimoro, uno errore (orrore?) dettato da pura sbadataggine, un abbaglio concettuale, una mera svista frutto di una disattenzione più che madornale…eppure non è così. Annamaria ce lo dice sin dalle prime battute:

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Il ruolo della Letteratura nella contemporaneità.

Oggi riporto papale papale un interessantissimo passo tratto dal già citato “Incontri con uomini straordinari” di Georges I. Gurdjieff, in cui l’autore non solo si limita a lanciarsi in una disamina (più che obiettiva e amaramente poco lusinghiera) della letteratura e dei suoi attuali rappresentanti, ma ripropone anche i particolari di un discorso sentito in gioventù durante il suo primo soggiorno in Persia in occasione di una riunione di intellettuali cui, per caso, partecipò.

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Ispirazione di un blog: lampi di poesia

Che cos’è l’ispirazione?

Secondo il vocabolario Treccani, si tratta di un termine soggetto a molteplici declinazioni. Si legge che “ispirazione” [dal lat. tardo inspiratio onis, der. di inspirare: v. ispirare], è un “intervento di uno spirito divino che, con azione soprannaturale, determina la volontà dell’uomo ad agire o pensare in un determinato modo, o rivela alla sua mente delle verità, spesso stimolandolo e guidandolo a esprimerle con la parola o con gli scritti”; e ancora, per estensione, “ogni impulso o idea felice che sorga nell’animo quasi per suggerimento della divinità” anche se, più genericamente, assume la forma di un “consiglio”; infine, senza lasciare nulla al caso, è definita anche come “stato di entusiasmo, di eccitazione fantastica in cui l’artista crea la sua opera, e il motivo stesso che eccita e feconda la sua fantasia”.

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