Omaggio a Duy Huynh

Un pensiero (non mio) per ogni opera (selezionata) di Duy Huynh, artista contemporaneo vietnamita neo-surrealista.

Mi sono chiesta cosa mi trasmettesse ogni suo soggetto raffigurato…et voilà!

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“O tempora, o mores!” Storie di ordinaria indignazione

Sarà incredibile, eppure quest’oggi è on-line il mio nuovissimo articolo su L’Undici!

Sull’onda di quanto accade nel mondo, un urlo di dolore risveglia in me un bisogno atavico e insopprimibile: quello di libertà sotto ogni sua forma, specie, etnia, colore, età, genere, orientamento e convinzione.

Con occhio attento e orecchio sensibile, ho indagato il mio vissuto, scovandovi sensazioni sgradevoli che difficilmente riuscirò a dimenticare, se non altro per quella loro traccia indelebile lasciata impietosamente lì, a marcire sul mio cuore, come un graffito di cattivo gusto su una tela d’oggetto agreste.

Quelle che racconterò sono storie, mie, vostre. Storie di ordinaria indignazione che traggono dalla mia esperienza sensibile forma e sostanza, sdegno e rabbia per uno dei mali più antichi di tutta la società: il sessismo, la discriminazione di genere riferita in particolar modo al “gentil sesso”.

“O tempora, o mores!” Storie di ordinaria indignazione riguarda tutti noi, chi per un motivo, chi per l’altro. Senza alcuna distinzione.

Buona lettura!

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Danza, o Diva! Corri, o Donna!

Come un fulmine a ciel sereno, oggi ho scoperto l’esistenza di Monique Wittig (1935-2003), teorica femminista, docente universitaria, nonché poetessa e saggista francese di grandissima caratura, ahimè sconosciuta ai più eppure sempre molto attuale.

Portatrice di scelte politiche fortemente contestate all’epoca (propugnava l’abolizione delle categorie di genere, oltre a dichiarare che la società fosse delineata sul costrutto dell’eteronormatività), Wittig si autodefinì una “lesbica radicale”: la sua era una scelta non soltanto sessuale ma anche d’orientamento ideologico ad ampio respiro universalistico, fatto che traspare in ogni sua affermazione, come questa:

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Oracolo, mon amour!

Fermi tutti!

Rob Brezsny.

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Vi dice qualcosa? Allora non potete fare a meno di leggere questo articolo! (Ovviamente è utile anche per chi non dovesse conoscerlo: colmare le proprie lacune o semplicemente dedicarsi un attimo d’amor proprio per espandere la propria cultura generale, non ha prezzo, soprattutto in rete!)

Per chi non ne avesse mai sentito parlare, si tratta del curatore dell’oroscopo di Internazionale (crogiuolo di notizie provenienti dal mondo intero, raccolta di stralci di giornale, articoli dei quotidiani più popolari del globo su politica estera, ecologia, curiosità, opinioni, attualità).

Ah, l’oroscopo! Un mucchio di sciocchezze e fandonie!Ebbene, NO! Questo è speciale, diverso, particolare, atipico. Non ci sono Saturno o Giove, non figurano neanche i tanto quotati Marte e Venere, con buona pace dei rimanenti cinque pianeti.

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L’Uomo di Luce, fra fotografia e arti figurative

Oggi, dopo mesi e mesi di imperdonabile digiuno artistico, seppur motivato da impegni di varia natura (faccio ugualmente un mea culpa, “dovuto” se non altro alla fatal manchevolezza del caso), ho colto al volo un invito che non potevo proprio rifiutare…ed ecco che, in men che non si dica, ho avuto il piacere di visitare una splendida retrospettiva, ambientata in uno degli spazi museali più suggestivi di tutto il Friuli-Venezia Giulia (Villa Manin, Passariano, Codroipo, UD) e dedicata a uno dei tanti (ahimè, non molto conosciuti) talenti del secolo scorso, Man Ray (pseudonimo di Emmanuel Radnitzky, 1890-1976), letteralmente “uomo raggio”.

Chi è costui? Probabilmente molti fra voi non ne hanno mai sentito parlare, né accennarne alcunché, né tanto meno nominarne distrattamente le opere…eppure si tratta di un artista estremamente poliedrico, sperimentale, sensoriale e proteiforme come pochi, nonché autore di grande rilievo in svariati ambiti, fra cui cinema (ovviamente d’avanguardia), fotografia (celebri sono le sue rayographs), arti figurative e plastiche (tra pittura e creazione/assemblaggio d’oggetti). Chi non ha mai visto, perlomeno di straforo, il suo capolavoro per eccellenza, Le Violon d’Ingres?

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Resilienza in divenire

Bazzicando qua e là sulla rete fra innumerevoli pagine e altrettanti siti, ho scovato con mio gran stupore un utilissimo articolo dalla carica espressiva a dir poco straordinaria, essenzialmente perché speranzoso a non finire e illuminante come pochi altri, forse per il semplice fatto d’essere stato scritto senza troppe pretese o velleità, redatto con rigore, ottimi spunti ed un pizzico di inventiva… Una miscela esplosiva, l’ideale punto di partenza per una riflessione a tutto tondo, un articolo talmente ricco di contenuti che tutti (ma proprio TUTTI) dovrebbero leggere: chi per dare una sferzata di brio alla propria vita, chi per consolazione interiore, chi per trascorrere il tempo usufruendone adeguatamente senza sprecarlo in inutili facezie, chi per pura necessità, chi per ritrovare fiducia nell’attesa, energia nell’aspettativa, lungimiranza nell’indugio…insomma, LEGGETELO (e guardatene tutti gli inserti, contributi video e non: http://www.internazionale.it/opinione/annamaria-testa/2014/12/02/ostacoli-creativi)!

Il titolo scelto da Annamaria Testa (esperta in creatività e comunicazione, docente alla Bocconi di Milano e opinionista su Internazionale, nonché curatrice del sito Nuovo e utile – Teorie e pratiche della creatività e autrice dell’articolo in oggetto) è eloquente già di per sé: Ostacoli creativi non sembra aver bisogno d’ulteriori presentazioni. Di primo acchito potrebbe sembrare quasi un ossimoro, uno errore (orrore?) dettato da pura sbadataggine, un abbaglio concettuale, una mera svista frutto di una disattenzione più che madornale…eppure non è così. Annamaria ce lo dice sin dalle prime battute:

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Viva l’uguale libertà di espressione!

Esiste davvero quella piaga sociale (e, a quanto pare, intergenerazionale) del sessismo nella letteratura? Un articolo pubblicato sul “Corriere della Sera” (versione on-line) sembra sostenerlo a gran voce (vedi link http://27esimaora.corriere.it/articolo/aaa-donne-nei-premi-letterari-cercasi/). Bando alle ciance e ai sentimentalismi, ecco alcuni numeri e dati a portata di mano:

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