Oggi non scrivo…

Oggi non scrivo…ma ascolto.

Ascolto il battito del mio cuore fra pareti di cartapesta, sempre più velata e leggera, incredibilmente più sottile e fragile rispetto ai vecchi tempi passati. Una nuova autocoscienza ne è la causa preponderante, la disistima il suo potente accelerante. Il collante per queste veline di sentimento ed emozione? Continua a leggere

Annunci

I non-riscontri, la non-vita, il mio tutto

È un periodo di insoddisfazione incurabile, quest’ultimo.

Sto diventando sempre più monotematica. Specializzata in “lamentologia applicata”, scriveranno un giorno. Forse. 

Continua a leggere

Un treno chiamato Caducità

Ritorno a grande richiesta con un’altra poesia.

Rudi ne è l’autore, io sono soltanto l’umile tramite col mondo esterno: vedo il Bello e il Valevole, lo fiuto con intuito, lo inseguo con insistenza e, infine, lo trovo. Lo scovo in luoghi impensabili, in posti non ammantati d’incanto ma di sofferenza – perché, lo ripeto anche in questa sede, credo nella poetica della bellezza che ferisce, quella autentica, pura, vera, senza orpelli, quella che mozza il fiato e lo lascia lì, a metà. Non tutti concordano, ma in fondo non sto cercando assenso incondizionato: è l’ascolto senza indugi quello che perseguo con tenacia.

Continua a leggere

Solo solitudine e poesia, cane della prateria!

Quando non mi sento centrata con me stessa e i miei desideri, quand’anche la terra sotto i piedi viene a mancare, quando una sensazione di precarietà si insinua fra me e i miei pensieri, e non mi permette di respirare se non con affanno, e mi stritola pericolosamente fra le sue spire, sento il bisogno irrefrenabile di buttarmi sulla poesia. Già, la Poesia.

È proprio nell’oscurità che ho scoperto l’apparente semplicità di Saba, l’analogia di Montale, la “gioia di scrivere” della Szymborska: tre autori associati ad altrettanti periodi per me impossibili da dimenticare, volente o nolente. È nella difficoltà e nella mancanza di prospettive che riscopro la Poesia, quella boccata d’aria fresca che ti brucia nei polmoni, che ti fa male quando inspiri ma che ti permette anche di vivere, di continuare a sperare. Nell’oggi, nel domani, all’infinito.

Continua a leggere

Multitasking vs. singletasking…una cosa alla volta!

In questa placida domenica pomeriggio torniamo con le folgoranti opinioni di Annamaria Testa (su cui mi sono già soffermata in “Resilienza in divenire” – 3 dicembre 2014).

Oggi si parla di multitasking, e in particolare del giudizio fallace sul suo conto. Concetto utilizzato da sempre – perlomeno negli ultimi decenni – con accezione tipicamente positiva, più che altro perché in linea con la frenesia della cosiddetta (sedicente) modernità, ora è giunto il momento di ridimensionarne la portata e scoprirne gli effetti nocivi sulla nostra salute. Dalle stelle alle stalle, dunque. Apice e decadenza, apoteosi e crisi di uno dei pilastri fondanti della contemporaneità.

Continua a leggere

Riflessioni…sui generis!

“Generalista”.

È ciò che mi è stato detto ultimamente, non tanto in riferimento a me e alla mia persona, quanto in merito al mio blog e agli argomenti su cui mi piace spendere migliaia di parole…e chissà se per la fine dell’anno tocchiamo il milione di caratteri! Mmmm. La vedo dura. Meglio ridimensionarsi e tornare a noi.

“Generalista”…beh, mi ci ritrovo pienamente. Lo confesso: non ci avevo mai pensato e mai mi sarei definita tale, eppure quanto mi calza a pennello! Riflettendoci bene, sono stata intesa, (mal)compresa, interpretata, decodificata in mille e più modi, ma mai così.

Continua a leggere

Oracolo, mon amour!

Fermi tutti!

Rob Brezsny.

rob_brezsny

Vi dice qualcosa? Allora non potete fare a meno di leggere questo articolo! (Ovviamente è utile anche per chi non dovesse conoscerlo: colmare le proprie lacune o semplicemente dedicarsi un attimo d’amor proprio per espandere la propria cultura generale, non ha prezzo, soprattutto in rete!)

Per chi non ne avesse mai sentito parlare, si tratta del curatore dell’oroscopo di Internazionale (crogiuolo di notizie provenienti dal mondo intero, raccolta di stralci di giornale, articoli dei quotidiani più popolari del globo su politica estera, ecologia, curiosità, opinioni, attualità).

Ah, l’oroscopo! Un mucchio di sciocchezze e fandonie!Ebbene, NO! Questo è speciale, diverso, particolare, atipico. Non ci sono Saturno o Giove, non figurano neanche i tanto quotati Marte e Venere, con buona pace dei rimanenti cinque pianeti.

Continua a leggere

Se “normalità” è pazzia, allora sarò folle!

Oggi una cara amica mi ha fatta riflettere sul concetto di “normalità”. Ce n’è bisogno ovunque, a quanto pare. Che sia un bene imprescindibile o facoltativo, non v’è alcun dubbio.

È un periodo difficoltoso per tutti: oramai è nella “normalità” non sentirsi al 100% del proprio charme, della propria carica positiva, del proprio Io. Come una barra di caricamento inceppata per motivi di cui soltanto il Dio informatico è a conoscenza. In effetti, ultimamente mi sento così, sono così: “inceppata”, o meglio rallentata. Effetto dell’eccessivo stress? Non mi sorprenderebbe: recenti studi ritengono che stati d’affaticamento mentale, duraturo e prolungato, porterebbero a forme (del tutto curabili) di “deficit cognitivo”. Ebbene, io sguazzo “beatamente” in questa condizione di menomazione temporanea della personalità, in cui le proprie potenzialità vengono irrimediabilmente lese, i talenti smussati in difetto, le capacità danneggiate (anche se non in maniera irreparabile); le parole vengono meno, così come le idee originali, e quanto di attivo rimane si riduce a rimuginazioni continue, fastidiose e irritanti. Non pago, il deficit cognitivo (persino nelle sue forme più lievi, come nella fattispecie) intacca anche la qualità del pensiero, la sua fluidità, la sua intrinseca vitalità, la sua ricercatezza e finezza. Disabilità dello spirito.

Quale soluzione, or dunque?  Continua a leggere

Coesistenza pacifica

Sentirsi come un progetto ambizioso perennemente in nuce. Non realizzato, né compiuto: soltanto in parte abbozzato.

Vorrei che il sentimento comune fosse un altro, più entusiasta, più ottimista. Eppure, per quanto mi sforzi, scalfisco quest’impressione soltanto in superficie: la intacco di striscio, inutilmente. Sembra impalpabile, ma in realtà è come una seconda pelle, un’ombra persistente: inattaccabile, ferma e solida, dai contorni il più delle volte definiti, sempre presente ma senza volto. Mi segue, si ferma con me, mi accompagna ovunque, ma non mi prende delicatamente per mano. Infatti, come una presenza sgradita incontrata per strada, mi fissa ossessivamente: è asfissiante, morbosa. Conoscerla è stato un colpo al cuore; riconoscerne l’esistenza un atto di coraggio; sconfiggerla ed eliminarla il mio più alto obiettivo. Infine, ho semplicemente imparato a conviverci: “coesistenza pacifica” è divenuto il mio motto, una condizione che non è possibile soltanto nelle relazioni di potere interstatali, ma anche nella vita di tutti i giorni. Ora lo so. La consapevolezza non è l’anticamera dell’azione, in fin dei conti? Continua a leggere