Rodney Smith, il René Magritte del XXI secolo

Cielo lattiginoso, atmosfera ovattata. I sensi si acquietano, ogni impulso si placa. Le note di “Bette Davis Eyes” mi portano altrove: seguo il ritmo e scrivo, le dita smaltate che corrono sulla tastiera con misura e senza troppa fretta, il respiro placido, il battito regolare. La frenesia cittadina è lontana anni luce da me. Suggestioni oniriche si alternano a pensieri sottili, dove non c’è ordine apparente se non un inizio e una fine certi, quelli sì.

Non avrei potuto scoprire l’esistenza di Rodney Smith in una giornata più azzeccata di questa.

Continua a leggere

Annunci

L’Uomo di Luce, fra fotografia e arti figurative

Oggi, dopo mesi e mesi di imperdonabile digiuno artistico, seppur motivato da impegni di varia natura (faccio ugualmente un mea culpa, “dovuto” se non altro alla fatal manchevolezza del caso), ho colto al volo un invito che non potevo proprio rifiutare…ed ecco che, in men che non si dica, ho avuto il piacere di visitare una splendida retrospettiva, ambientata in uno degli spazi museali più suggestivi di tutto il Friuli-Venezia Giulia (Villa Manin, Passariano, Codroipo, UD) e dedicata a uno dei tanti (ahimè, non molto conosciuti) talenti del secolo scorso, Man Ray (pseudonimo di Emmanuel Radnitzky, 1890-1976), letteralmente “uomo raggio”.

Chi è costui? Probabilmente molti fra voi non ne hanno mai sentito parlare, né accennarne alcunché, né tanto meno nominarne distrattamente le opere…eppure si tratta di un artista estremamente poliedrico, sperimentale, sensoriale e proteiforme come pochi, nonché autore di grande rilievo in svariati ambiti, fra cui cinema (ovviamente d’avanguardia), fotografia (celebri sono le sue rayographs), arti figurative e plastiche (tra pittura e creazione/assemblaggio d’oggetti). Chi non ha mai visto, perlomeno di straforo, il suo capolavoro per eccellenza, Le Violon d’Ingres?

Continua a leggere