Pensieri (non troppo) brevi e veloci…sono di fretta!

“Un pensiero di qualità dev’essere espresso in non più di dodici righe. Il resto non è altro che straparlare, semplice sproloquio.”

Così dicendo, quest’oggi ho voluto parafrasare una frase letta qua e là sulla rete. Condivisibile o meno, mi ha fatta ugualmente riflettere. A lungo. Ci ho pensato anche se pur sempre nel mio stile (prolissamente) e, infine, sono arrivata ad una conclusione lampante, la mia, personalissima, altrettanto contestabile e parimenti opinabile come quella posta ad incipit.

Un pensiero può essere sì sintetizzato in dodici righe (parola più, parola meno), eppure la realtà è che il processo di elaborazione di un’idea (dunque l’attività mentale in sé) richiede molto più tempo. Qualche minuto, un’ora, più giorni, delle settimane, mesi su mesi, anni di discernimento e riflessione: una vita. Parole parole parole, intonerebbe Mina. Gli illusi sono prolissi, sussurrerebbe qualcuno degno di nota…

…ma veniamo a noi. Stamattina mi sono imbattuta in un’idea a dir poco travolgente: un “pensiero di qualità” per certuni, per altri una mera ovvietà. Per me, elisir di verità, essenza di lungimiranza. Resta il fatto che, se non si estrinseca a parole un pensiero (di qualsivoglia caratura), quest’ultimo non può né essere attribuito a qualcuno né tanto meno prendere forma concreta: in ultima istanza, non esiste, perlomeno non nel mondo della quotidianità, non nel tran tran che ci sospinge a destra e a manca.

Da questa consapevolezza deriva lo straordinario potere della Parola, che va detta e non soltanto pensata. Ogni pensiero, anche il più elementare, così come quello frutto di un lampo d’ispirazione o di genialità, dev’essere reso a parole; altrimenti, è puro astrattismo fine a sé stesso. Briciole sinaptiche che si disperdono nell’aere, energia dissipata in un nonnulla. Un vero peccato.

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La frase che oggi ha scatenato in me questo turbinio di idee apparentemente confuse (ma vi assicuro che nella mia mente il tutto si sviluppa coerentemente, seguendo un preciso filo conduttore!), è questa:

Ogni realtà si svela solo quando interagisce, quando si scontra con qualcos’altro.

Che sia risaputo o elementare, intuitivo o estremamente acuto, poco importa. È soggettivo.

Ed è bello così, nella sua essenzialità e praticità, nella sua capacità di mettere in moto quel lavorio cerebrale cui mi appiglio giorno dopo giorno per trovare conforto.

Ed è bello così, perché risultato d’esperienze e avventure non certo riassumibili in poche righe…ma questa è un’altra storia.

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6 thoughts on “Pensieri (non troppo) brevi e veloci…sono di fretta!

  1. Cara amica..
    Il sangue mi ribolle.. il pan fruttato mi entra in circolo ( eh eh eh…).. la smania mi prende e mi fa dire: ma quanto… quanto…….. QUANTO ….. hai ragione….
    QUANTO e’ la parola “… In proposizioni interrogative dirette e indirette e in proposizioni esclamative: in quale misura, in quale quantità – In funzione relativa, nella quantità, nella misura che – in espressioni comparative, in correlazione con tanto o così espressi o sottintesi, come, nella misura in cui – seguito da un aggettivo o da un avverbio comparativo gli conferisce valore di superlativo relativo – In alcune locuzioni ha valore di congiuntivo e assume vari significati… ”
    – QUINDI SEMPRE –
    QUANTO hai ragione.
    fine delle 12 righe….

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    • Dodici righe (pare) di contenuto, essenzialità, concisione e stringatezza: non certo il mio stile, personalmente! A onor del vero, non sarei mai capace di esprimermi in tal modo, neanche a volerlo; al contempo, apprezzo chi ci riesce senza fatica!

      Un pensiero? E’ un flusso di coscienza che, nella migliore delle ipotesi, si estrinseca in frasi di senso compiuto; in circostanze normali, è un insieme di nessi non necessariamente logici che pervadono il nostro essere, facendolo vibrare di vita, speranza, odio, lucidità, arretratezza, impulsività, creatività…e l’elenco potrebbe continuare all’infinito con un po’ di fantasia!
      Cos’è un pensiero, se non la nostra sostanza più caratterizzante priva di forma?!

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      • Intendevo in che formato. A3 passo 6? Sono un poema. A5 passo 16 è poco più di un aforisma.

        I pensieri cosa sono? La presentazione di un progetto? Di una idea di business? Una riflessione sull’amore?

        Indendo dire che è queste 12 righe alla fine, non dicono nulla.

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      • Non devi domandarlo a me, quanto piuttosto a coloro che sostengono che oltre le dodici righe il tutto equivale a straparlare! Immagino facessero riferimento alla pagina canonica di un blog sui generis e ad argomenti di ogni forma e fattispecie…onestamente, non condividendo, non ho approfondito in maniera così specifica la questione!

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