Riflessioni…sui generis!

“Generalista”.

È ciò che mi è stato detto ultimamente, non tanto in riferimento a me e alla mia persona, quanto in merito al mio blog e agli argomenti su cui mi piace spendere migliaia di parole…e chissà se per la fine dell’anno tocchiamo il milione di caratteri! Mmmm. La vedo dura. Meglio ridimensionarsi e tornare a noi.

“Generalista”…beh, mi ci ritrovo pienamente. Lo confesso: non ci avevo mai pensato e mai mi sarei definita tale, eppure quanto mi calza a pennello! Riflettendoci bene, sono stata intesa, (mal)compresa, interpretata, decodificata in mille e più modi, ma mai così.

Caparbia, matura, tenace, permalosa, dolce, affettuosa, determinata, “una iena”, simpatica (Paganini si esibisce e ripete solo per pochi), amorevole, sempre corrucciata, sensibile, razionale, cinica, lucida, risoluta, leale, onesta, amorale, misteriosa, fredda, sprezzante, testarda, instancabile, nostalgica, fortunata, sfortunata, infelice, impassibile, gioiosa, indecifrabile, incomprensibile, chiara, trasparente, sincera, empatica, indifferente, distaccata, partecipe, particolare, fine, “una bellezza malinconica d’altri tempi” (la lusinga più bella che mi sia mai stata rivolta, non smetterò mai di ripeterlo) e, dulcis in fundo, una serie di appellativi che qui non riporto perché non in linea con la mia personalità né degni di questa sede, termini più o meno eleganti (insulti) che però, all’epoca dei fatti, magari avranno avuto anche un loro senso.

Insomma, mi hanno definita come un insanabile connubio di contrasti, un incurabile sincretismo tra due poli opposti, un mare di possibilità esperienziali, un insensato prototipo di ossimori insolubili e irriducibili fra loro…per dirla con le parole di un caro amico, “complessa”: altro complimento di straordinaria verità e di certo non gratuito – me lo sono guadagnato (come le “celebri” rughe della Magnani).

magnani

“Complessa” è divenuta l’etichetta che meglio mi si addice, quella che riesco ad indossare con maggiore naturalezza e convinzione (ma non si tratta di una maschera, bada bene!), a cui ora si aggiunge anche “generalista”.

La classifica delle parole più aderenti alla mia realtà si allunga pian piano…e chissà quanto ancora si espanderà! “Generalista”, dal canto suo, mi si confà più d’ogni altra, perché dice tutto come nulla, perché può essere interpretata come mal intesa, perché mi piace poter essere votata alla tuttologia piuttosto che ad un unico argomento, perché i miei pensieri possono valere per chiunque come pure per nessuno (e il bello è che la cosa non mi turba, perlomeno non più). Mi si addice soprattutto perché mi è sempre piaciuto potermi immaginare con un’opinione quasi su tutto, perché ciò vuol dire che sto vivendo, esperendo, conoscendo, provando, assimilando, apprendendo…

Avere un’idea, poterla esternare (anche se col rischio di incorrere in qualche critica estemporanea), saper discernere fra più pareri con coscienza, prendere con le pinzette ogni parola e analizzarla immersi nelle realtà di ogni giorno, verificando sulla propria pelle il prezzo della Pratica senza accontentarsi della semplice Teoria, è a tutti gli effetti Cultura.

(…) e il naufragar m’è dolce in questo mare (infinito). Il resto è ermeneutica.

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2 thoughts on “Riflessioni…sui generis!

  1. Di questi tempi sembra che sul mercato del lavoro sia spendibile solo l’iper-specializzazione e dunque, evidentemente, ci si aspetta che anche la nostra mente si adegui e, con essa, anche le nostre opinioni e il nostro paesaggio interiore.
    Non vedo che male ci sia a dedicarsi, approfondire, scoprire ed esprimersi su tematiche diverse (purché lo si faccia con umiltà e, soprattutto, non si diffonda disinformazione).
    Ben venga il generalismo, quando questo ci permette di allargare i nostri orizzonti e la nostra sensibilità. La monotematicità lasciamola agli accademici e a coloro che preferiscono chiudere il loro spirito e la loro intelligenza in un piccolo giardino coltivato con splendidi, specializzatissimi, nozionismi.
    Noi preferiamo la bio-diversità di pensiero.
    Un bacio,
    Valentina

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    • …per non parlare dell’ipercredenzialismo dilagante della nostra società, laddove contano titolo di studi e forma, mentre talento e sostanza vengono il più delle volte drammaticamente ostracizzati e guardati di sottecchi!
      Quanta verità nelle tue parole, cara Valentina! Quanto autentico amore per il sapere percepisco leggendoti, riga dopo riga!
      Lungi da noi votarci al tendenziale adeguamento circostante (livellamento nell’estetica della banalità?), siano ogni frutto creativo e ogni sentito approfondimento individuale la via per la preservazione della nostra persona! Viva la biodiversità di pensiero! Al bando gli eccessivi nozionismi e ogni superbia intellettuale! Siano la curiosità il nostro portabandiera, la conoscenza il vessillo in cui riconoscersi, trovarsi e riscoprirsi!

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