Ispirazione di un blog: lampi di poesia

Che cos’è l’ispirazione?

Secondo il vocabolario Treccani, si tratta di un termine soggetto a molteplici declinazioni. Si legge che “ispirazione” [dal lat. tardo inspiratio onis, der. di inspirare: v. ispirare], è un “intervento di uno spirito divino che, con azione soprannaturale, determina la volontà dell’uomo ad agire o pensare in un determinato modo, o rivela alla sua mente delle verità, spesso stimolandolo e guidandolo a esprimerle con la parola o con gli scritti”; e ancora, per estensione, “ogni impulso o idea felice che sorga nell’animo quasi per suggerimento della divinità” anche se, più genericamente, assume la forma di un “consiglio”; infine, senza lasciare nulla al caso, è definita anche come “stato di entusiasmo, di eccitazione fantastica in cui l’artista crea la sua opera, e il motivo stesso che eccita e feconda la sua fantasia”.

Insomma, che sia esogeno o endogeno, rimane il fatto che sia un fenomeno sempre ben accetto. Curiosa è l’etimologia della parola, la cui origine sembra risiedere nell’azione dell’inspirazione, ovvero dell’immissione di aria nei polmoni, attività “da metabolismo basale” che il nostro organismo sembra svolgere puntualmente senza il benché minimo sforzo, in piena autonomia e in tutta spontaneità…e se fosse così anche per l’ispirazione, stato mentale e spirituale?! L’ispirazione è una ventata di freschezza?

Questa brevissima, se non addirittura superficiale, analisi della parola mi ha portata a riflettere sulla frequenza dell’ispirazione, sulla sua natura, sulle sue dimensioni (terrena e/o trascendente), sulla sua intrinseca grandezza. Essendo ontologicamente indefinita in quanto estremamente variegata, essa apre anche vari spazi di interpretazione, tentativi di descrizione, esperimenti di chiarificazione, per quanto limitati e del tutto soggettivi, in quanto legati essenzialmente alla mia esperienza sensibile. Personalmente, sono dell’idea che spesso si tende a confondere l’ispirazione in sé con la sua causa scatenante: un avvenimento, un oggetto, una persona, un luogo, e chi-più-ne-ha-più-ne-metta. L’aspetto su cui vorrei focalizzare l’attenzione è, invece, il Momento stesso dell’Ispirazione: un attimo che, dimentico delle classiche categorie spazio-temporali, produce, crea, consuma, eleva, stimola e, talvolta, distrugge.

Sia nel bene che nel male, tutti sono (saranno o sono stati) “ispirati”: chi a governare in maniera illuminata un paese, chi a terrorizzare il proprio popolo con metodi brutali; chi a scrivere poesia e opere d’inclassificabile qualità, chi a creare manufatti d’eccelsa fattura; chi a darsi alle ruberie, dalle più astute e sopraffini alle più becere e insulse, chi a votarsi alla solitudine di un eremo. Anche in questo caso, l’elenco sarebbe infinitamente lungo, considerando che ciò che identifichiamo strettamente come “ispirazione” in realtà ha ricoperto l’intera storia dell’umanità, influenzandone il suo tortuoso corso: guerre, rivoluzioni, regressioni, evoluzioni, cultura, arte, conflitti sociali, incontri diplomatici, unione o frattura fra più scuole di pensiero…tutto, senza alcuna eccezione, è frutto di un’idea, di un lampo, di quel “je ne sais quoi” che fa parte dell’Uomo sin dai suoi albori, che lo accompagna, lo sospinge, lo culla e lo rincuora.

Ispirazione come inventiva, ingegno e magma vitale, al di fuori di ogni categoria morale o assoluta, oltre il Bene e il Male, il Bello e il Brutto.

Ispirazione come ideologia, pensiero e modus vivendi.

Oppure ispirazione come carta, penna e cuore.

Per me una fra le più elevate forme d’ispirazione è la Letteratura, e in particolare la Poesia. Questa è stata l’ispirazione per questo blog:

“La gioia di scrivere” (Wislawa Szymborska)

Dove corre questa cerva scritta in un bosco scritto?

Ad abbeverarsi ad un’acqua scritta

che riflette il suo musetto come carta carbone?

Perché alza la testa, sente forse qualcosa?

Poggiata su esili zampe prese in prestito dalla verità,

da sotto le mie dita rizza le orecchie.

Silenzio – anche questa parola fruscia sulla carta

e scosta i rami generati dalla parola “bosco”.

 

Sopra il foglio bianco si preparano al balzo

lettere che possono mettersi male,

un assedio di frasi

che non lasceranno scampo.

 

In una goccia d’inchiostro c’è una buona scorta

di cacciatori con l’occhio al mirino,

pronti a correr giù per la ripida penna,

a circondare la cerva, a puntare.

 

Dimenticano che la vita non è qui.

Altre leggi, nero su bianco, vigono qui.

Un batter d’occhio durerà quanto dico io,

si lascerà dividere in piccole eternità

piene di pallottole fermate in volo.

Non una cosa avverrà qui se non voglio.

Senza il mio assenso non cadrà foglia,

né si piegherà stelo sotto il punto del piccolo zoccolo.

 

C’è dunque un mondo

di cui reggo le sorti indipendenti?

Un tempo che lego con catene di segni?

Un esistere a mio comando incessante?

 

La gioia di scrivere.

Il potere di perpetuare.

La vendetta d’una mano mortale.


Annunci

3 thoughts on “Ispirazione di un blog: lampi di poesia

  1. L’ha ribloggato su lagioiadiscriverevitae ha commentato:

    Oggi, 1 febbraio 2015, ribloggo il primissimo articolo di quest’avventura fatta di lettere e fantasia, parole e immaginazione, assonanze e consonanze, sillabe e perifrasi, chiamata La Gioia di Scrivere Vita, dal nome dell’opera omnia di una poetessa a dir poco eccezionale – l’unica che mi sento di chiamare semplicemente per nome: Wislawa.

    A Lei e a tutti coloro che hanno trovato nella sua poesia conforto dalla frustrazione, serenità nell’occhio del ciclone, quiete dopo la tempesta, dedico la mia ispirazione, fugace come un lampo di poesia.

    Mi piace

    • accidenti Veronica… se tu avessi dei critici che commentano i tuoi articoli con questa profondita’, saresti spacciata !! (come tutti credo, eccetto Dante e Dostoevskij…).
      grazie per l’emozione…

      Liked by 1 persona

      • Le tue parole emozionano me di riflesso, caro Rinaldo! Quando mi rileggo, ammetto di provare una sensazione indescrivibile, particolarissima per la sua naturalezza, di vuoto e pienezza al contempo, una marea di contrasti dalla potente carica liberatoria…è vita, pura e semplice, come questa:

        “La vita – è il solo modo per coprirsi di foglie, prendere fiato sulla sabbia, sollevarsi sulle ali; essere un cane, o carezzarlo sul suo pelo caldo; distinguere il dolore da tutto ciò che dolore non è; stare dentro gli eventi, dileguarsi nelle vedute, cercare il più piccolo errore.
        Un’occasione eccezionale per ricordare per un attimo di che si è parlato a luce spenta; e almeno per una volta inciampare in una pietra, bagnarsi in qualche pioggia, perdere le chiavi tra l’erba; e seguire con gli occhi una scintilla di vento; e persistere nel non sapere qualcosa d’importante.” (Wislawa Szymborska)

        Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...