Pagina 124: La vittoria di oggi per la battaglia di domani

“Quando vince una battaglia, il guerriero festeggia.

La vittoria gli è costata momenti difficili, notti piene di dubbi, interminabili giorni di attesa. Fin dai tempi remoti, celebrare un trionfo fa parte del rituale della vita: la celebrazione è un rito di passaggio.

I compagni assistono alla gioia del guerriero della luce e pensano: “Perché si comporta così? Potrebbe risultare deluso dal prossimo combattimento. Potrebbe attirare la furia del nemico.”

Ma il guerriero conosce il motivo di questo suo gesto. Egli gode del miglior dono che la vittoria possa portare: la fiducia.

Celebra oggi la sua vittoria di ieri, per avere più forze nella battaglia di domani.

(Paulo Coelho – Manuale del guerriero della luce)

Oggi gioisco per la mia piccola vittoria. Vincere, però, ha un costo. Sempre.

Domani è un altro giorno. La lotta continua.

Pagina 72: il riposo del Guerriero

Alle volte, mi trovo a non-riflettere: un muro e il Nulla attendono dentro di me. Non c’è sorpresa, però: ci ho fatto l’abitudine; mi riprendo quasi subito. Ma non sempre.

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Alba e vento all’orizzonte!

Non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare.”

alba

Dopo tanto incespicare, scorgo quelle dannate ansie, le incertezze del mio passato, e mi ritrovo ad affrontarle nel presente, a scandagliarne l’essenza hic et nunc, a valutarle nella loro semplice nudità. Che goffe, rifletto. Che insulse, mi rimprovero.
E penso a questo celebre aforisma di Seneca, che da anni leggo sotto molteplici forme e salse ma che soltanto ora mi appare per la sua intrinseca, profondissima verità. Come un segreto rivelato, quel significato che prima non si palesava probabilmente perché non volevo vederlo, perché non era il momento giusto, perché mi facevo troppe domande. Troppe sciocche domande.
Quale meraviglia la parola scritta, così apparentemente scarna e così pienamente ricca di senso!

Ora so dove andare. Il vento è favorevole, il mare s’ingrossa, la superficie s’increspa. All’orizzonte, un pallido Sole risorge dalle ceneri della notte.

Vedremo.

Incontri ravvicinati con la Storia. Oriana Fallaci, una donna nel mito

Lo scorso 3 febbraio sono andata all’anteprima cinematografica di “L’Oriana“. In sala eravamo in sette. Età media: 50 anni (più del doppio dei miei).

Che sia per disinteresse o per semplice pigrizia (la fiction – perché di miniserie si tratta – sarà in onda nei salotti di milioni di italiani comodamente seduti/distesi sul divano di casa propria, il 16 e il 17 febbraio), ho trovato che fosse un vero peccato. Davvero.

Film-ritratto con la regia di Marco Turco (fra gli interpreti Vittoria Puccini e Vinicio Marchioni), “L’Oriana” tratteggia vivamente la personalità di questa “big” del nostro tempo: una donna appassionata della vita e innamorata della verità.

Il mio nuovo articolo su “L’Undici” parla proprio di Lei.

Omaggio a Duy Huynh

Un pensiero (non mio) per ogni opera (selezionata) di Duy Huynh, artista contemporaneo vietnamita neo-surrealista.

Mi sono chiesta cosa mi trasmettesse ogni suo soggetto raffigurato…et voilà!

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O Musica, riflesso dell’anima!

“Anche se il tempo passa (Amore)” – Lucio Dalla

“Noi la vita la annusiamo in tutti i posti, ma lei passa senza neanche un ciao…
oppure vola come i ladri sopra i tetti se ci provi non la puoi fermare…

Io lo so perchè da un certo punto in poi le cose cambiano
e so anche perchè amore per me non è mai stato facile…

Anche se il tempo passa, e tu non sei mai la stessa (vita),
la voglia che ho di te non l’ho mai persa
e, se ogni istante ci cambia, se ogni cosa è diversa,
c’è amore e resterà nella mia testa…

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La Gioia di Scrivere (vita) si chiama Wislawa

Oggi, 1 febbraio 2015, ribloggo il primissimo articolo di quest’avventura fatta di lettere e fantasia, parole e immaginazione, assonanze e consonanze, sillabe e perifrasi, La (mia) Gioia di Scrivere Vita – dal nome dell’opera omnia di una poetessa a dir poco eccezionale, l’unica che mi sento di chiamare semplicemente per nome: Wislawa.

A Lei e a tutti coloro che hanno trovato nella sua poesia conforto dalla frustrazione, serenità nell’occhio del ciclone, quiete dopo la tempesta, dedico la mia ispirazione, fugace come un lampo di poesia, a tre anni esatti dalla sua scomparsa.

Wisława Szymborska (Kórnik, 2 luglio 1923 – Cracovia, 1º febbraio 2012)

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Che cos’è l’ispirazione?

Secondo il vocabolario Treccani, si tratta di un termine soggetto a molteplici declinazioni. Si legge che “ispirazione” [dal lat. tardo inspiratio onis, der. di inspirare: v. ispirare], è un “intervento di uno spirito divino che, con azione soprannaturale, determina la volontà dell’uomo ad agire o pensare in un determinato modo, o rivela alla sua mente delle verità, spesso stimolandolo e guidandolo a esprimerle con la parola o con gli scritti”; e ancora, per estensione, “ogni impulso o idea felice che sorga nell’animo quasi per suggerimento della divinità” anche se, più genericamente, assume la forma di un “consiglio”; infine, senza lasciare nulla al caso, è definita anche come “stato di entusiasmo, di eccitazione fantastica in cui l’artista crea la sua opera, e il motivo stesso che eccita e feconda la sua fantasia”.

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“Svegliatevi, trentenni!” (valido anche per i ventenni)

Implacabile. Immensa. Incontrastabile. “Amata da molti, odiata da molti, ma indifferente a nessuno.”

Questa è Oriana Fallaci. Spirito irrequieto e infelice, giornalista e scrittrice, fervida attivista nonché corrispondente di guerra, era una donna d’indomata indole, dal cuore forte, di strenuo sentimento e audace emozione. Penna velenosa ma arguta, dissacratoria e irriverente, ha rappresentato un modello per chiunque ne conosca sfumature e biografia. Un esempio d’umana virtù, imperfetta e tesa all’erostratismo, immortalità dell’anima.

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Pop-filosofia, la riscossa del sapere a portata di telecomando

È possibile comprendere e spiegare complessi fenomeni sociali partendo dall’analisi di un videogioco o della vostra canzone preferita?

Quest’oggi su L’Undici parlerò proprio di quest’inedita possibilità e del suo enorme potenziale di fronte al bombardamento massmediatico cui siamo tutti (neanche troppo scientemente) sottoposti.

In apparenza tematica da neofiti d’alto scranno, la “pop-filosofia” è in realtà una novità all’interno del panorama culturale italiano destinata a entrare sempre più incisivamente nelle nostre vite, aggiungendo maggiore consapevolezza del mondo in cui viviamo (se necessario) ed un pizzico di coscienza critica in più – perlomeno è quanto mi auguro, affinché la filosofia ritorni alle proprie origini, per l’appunto “popolari”. 

Insomma, sfatiamo i miti del “fruitore passivo” e dell’ “utente allegro”, così tanto cari alla sociologia dei media, e cominciamo a pensare davanti allo schermo del computer di casa o del televisore in cucina!

Non è questa una filosofia di vita alettante?! Scopritelo su Pop-filosofia, la riscossa del sapere a portata di telecomando! Basta un click!

Io vorrei… Non vorrei… Ma se vuoi…

Scrivo ogni giorno, almeno un poco: mi tiene sveglia, lucida, caustica quando serve, attiva quanto basta, a tratti acida, a tratti iperemotiva – mi pare d’essere fatta d’impalpabile (ma visibile) materia, d’amarezza per l’oggi e di certezza per il domani: lo percepisco, con una sensibilità quasi da lacrima.

L’evidenza delle cose chiama la consapevolezza dell’Io. E teoricamente l’azione, o meglio una non specificata reazione. Onestamente, io vorrei e non vorrei ma, se vuoi, diciamo così.

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